Stimarsi
“E' facile nel mondo vivere secondo le opinioni del mondo; è facile nella solitudine vivere secondo le proprie opinioni; ma l'uomo grande è colui che in mezzo alla folla mantiene con perfetta amabilità l'indipendenza della solitudine”
Ralph Waldo Emerson
L’autostima è la nostra personale valutazione del valore che abbiamo come persone, al di là dei risultati che otteniamo, del giudizio che hanno gli altri di noi, delle competenze e capacità che abbiamo sviluppato nel tempo, indipendentemente dal successo raggiunto. L’autostima riguarda il valore personale di ognuno di noi ma non è il valore stesso: come la temperatura dell’aria non cambia se ci sembra più bassa del reale, così il nostro valore non cambia se ci stimiamo poco in un certo momento della nostra vita.
Stimarsi è spesso confuso con l’arroganza di sentirsi superiori agli altri, con la presunzione di essere infallibili. L’idea di essere perfetti, di non sbagliare, di vincere ogni partita non ha nulla a che vedere con l’autostima ma solo con il giudizio degli altri che è, ovviamente, cosa differente. L’autostima è solo una questione personale, un giudizio tra noi e noi.
Il nostro valore reale dipende dunque da chi siamo e non da cosa abbiamo, da ciò che siamo e non da quello che facciamo vedere. L’esempio della candela calza a pennello: se una candela è spenta, vale forse meno di quando è accesa? Ha forse perso il suo potenziale di luce e calore? Lo stesso vale per noi: anche se non abbiamo espresso il nostro potenziale e la nostra unicità, noi valiamo ugualmente, perché abbiamo sempre, fino all’ultimo istante, la possibilità di cominciare a brillare. A cosa corrisponde questa luce? Alla nostra capacità di amare, perché è per questo che siamo nati ed è per questo che siamo fatti.
Stimarsi vuol dire amarsi a tal punto da voler esprimere tutto il nostro potenziale, tutta la nostra unicità, tutto ciò che ci rende pienamente umani, ossia l’amore. Qualsiasi cosa esula da questo non è conforme alla nostra natura, non rientra in ciò che siamo realmente. Possiamo stimarci se cominciamo a vedere il reale valore che siamo. Se impariamo a osservarlo potremo giudicarlo correttamente.
La maggior parte degli esercizi che vengono consigliati per l’autostima non fanno altro che aiutarci a modificare alcuni comportamenti per adeguarci ad un modello che riteniamo migliore, e che spesso è socialmente condizionato. Si tratta di solito di sistemi destinati a non cambiare profondamente la stima che nutriamo verso noi stessi e durano davvero poco anche l’entusiasmo che induce un nuovo atteggiamento.
Stimarsi è il risultato della nostra consapevolezza: solo comprendendo che siamo nati per amare, e che amando diventiamo ciò che siamo nati per essere, ossia il miglior noi possibile, capiremo che per stimarci davvero dobbiamo imparare ad amare. Non solo questo ci permetterà di avere uno splendido rapporto con noi stessi, ma ci consentirà di trovare ed esprimere la nostra reale identità e di vivere nel miglior modo possibile.
Imparando ad amare diventiamo una persona così ricca che è impossibile non nutrire stima nei nostri confronti, perché l’amore non sarà semplicemente una forma di comportamento verso gli altri, ma il nostro modo di vivere ogni relazione, compresa quella con noi stessi. Non è un caso che una bassa autostima sia così diffusa in una società come la nostra, dove non si impara mai ad amare. Stimarsi significa amarsi.
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Ciao,
ritemgo importante il concetto che la bassa autostima sia data principalmente dal confronto che tante persone fanno con il “modello” che la società ci inculca in testa. E’ fondamentale imparare ad amarsi prima di affrontare qualsiasi altro percorso formativo o di raggiungere qualsiasi obiettivo. Anch’io, come tutti credo, passo periodi in cui non riesco ad avere un autosima alta. Io mi aiuto cercando di concentrarmi su di me, tipo dedicandomi del riposo, oppure allenandomi (questo mi da davvero tanta carica) oppure dedicandomi a delle attività leggere.
Ciao, Stefano